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Fine settimana con gli amici

 

Il progetto  "Fine settimana con gli amici"  nasce con l'intento di sperimentare alcune novità nella gestione di un nuovo modello di residenzialità; in prospettiva futura è immaginabile uno scenario di risposte residenziali diversificate a seconda dei bisogni delle persone, che consenta così, un maggior grado di autonomia degli ospiti e un risparmio di risorse.

Promosso da Fondazione Vita Indipendente che comprende quali soci fondatori cinque associazioni di volontariato (Aisla, Anffas, Aut Aut, Uildm, Insieme a noi), un'ASP (Charitas)  e il Comune di Modena, è pensato per proporre a gruppi di 4/5 ragazzi/e con disabilità, la possibilità di fare un'esperienza di residenza al di fuori del proprio nucleo famigliare in un contesto di vita tra "pari" nel fine settimana.

L'opportunità può essere offerta a quattro gruppi di persone disabili adulte, con caratteristiche tra loro compatibili ed in possesso di un sufficiente livello di autonomia, che si alternano nell'appartamento nel corso del mese. Le risorse del territorio e l'utilizzo del volontariato e dei familiari rappresenteranno il "contenitore" necessario  a garantire il livello di sicurezza degli ospiti e il contesto relazionale di supporto e arricchimento.

 

 

Obiettivi

Il progetto è per le persone che vi parteciperanno l'occasione di sperimentare uno spazio fisico e relazionale nuovo, che si configura non come un servizio ma come un'esperienza che viene offerta per sperimentare ed apprendere abilità spendibili nella quotidianità. Tale spazio potrà offrire opportunità di socializzazione e condivisione e richiedere di mettere in campo il maggior grado di autonomia possibile, potenziando così la propria capacità di vivere fuori dal contesto familiare. L'appartamento sarà dotato di sistemi di domotica e di attrezzature tecniche e tecnologiche volte al supporto e alla sicurezza delle persone con disabilità.

Persone con disabilità e famiglie inizieranno in questo modo un percorso di "separazione programmata" che preparerà le une e le altre ad un futuro di trasformazione dei diversi ruoli all'interno della famiglia.

Gli obiettivi individuati riguardano: 

  • Sviluppo di un contesto residenziale nel quale le persone con disabilità  possano acquisire le competenze necessarie alla gestione della vita domestica con il massimo grado di autonomia possibile, attrezzando l'ambiente con tecnologia domotica;
  • Potenziamento delle capacità, abilità e competenze di socializzazione e condivisione di spazi, tempi  e attività comuni;
  • Sviluppo di competenze di tipo pratico ed organizzativo da spendere sia all'interno della casa che nella fruizione del territorio;
  • Creazione di un modello di organizzazione che coinvolga i fruitori stessi dell'esperienza e che preveda l'impiego di volontari e famigliari;
  • Sperimentazione per la persona con disabilità e la sua famiglia di un periodo di "separazione" dal nucleo famigliare;
  • Potenziamento dell'autostima delle persone disabili attraverso il percorso di autonomia;
  • Stimolare a riprodurre, dopo averle acquisite, quelle competenze necessarie per programmare e vivere momenti di socializzazione al di fuori dell'appartamento e del fine settimana con gli amici;
  • Integrare l'esperienza di autonomia dei partecipanti con il loro Progetto di Vita.

 

Gli attori protagonisti

Gli attori protagonisti di questa esperienza sono persone disabili adulte tra i 18 e i 50 anni che nella quotidianità  vivono con le rispettive famiglie ma che possono sperimentare brevi periodi di soggiorno semi-autonomo, con la supervisione di un referente, e per i quali rappresenta un percorso significativo all'interno del proprio progetto di vita. E' necessario che le persone coinvolte siano in grado di rimanere sole, cioè senza il controllo costante di una persona di riferimento e che abbiano capacità, abilità e competenze relazionali e di autonomia espresse o potenziali tali da potere rispondere ai propri bisogni e alle necessità di un gruppo di "pari".

Gruppo di progetto

Per valutare la presenza delle caratteristiche necessarie alla partecipazione all'esperienza verrà istituito un gruppo di progetto che avrà i seguenti compiti:

  • valutazione delle caratteristiche dei partecipanti;
  • creazione dei gruppi di convivenza;
  • organizzazione dei calendari dei partecipanti;
  • monitoraggio dell'attività;
  • valutazione dei risultati.

Questo gruppo sarà composto da:

  1. un rappresentante dell'ente locale con competenze tecniche;
  2. un rappresentante dell'Asl con competenze tecniche;
  3. un rappresentante delle associazioni con competenze tecniche;
  4. un rappresentante della Fondazione "Vita indipendente"

Le Tappe e gli altri attori

Il progetto, che si pone, tra gli obiettivi, lo sviluppo delle potenzialità delle persone con disabilità in una situazione di vita "vera" da sperimentare, costruire e ri-costruire in itinere attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori, si basa sui seguenti assi:

  1. LE TAPPE DEL PERCORSO.                                                                                              Le persone con disabilità coinvolte nel progetto parteciperanno ad una PRIMA TAPPA che prevede la preparazione del gruppo di convivenza, attraverso la conoscenza reciproca, la condivisione dei significati e dei valori dell'esperienza, le regole della comunità da rispettare.                                                                           Successivamente si passerà alla SECONDA TAPPA che conclude il periodo di preparazione e che prevede l'acquisizione di tutte le informazioni di carattere pratico ed organizzativo, la visita all'appartamento, la conoscenza degli spazi interni ed esterni, la rete del territorio alla quale affidarsi.                                                        La TERZA TAPPA prevede l'inizio dell'esperienza vera e propria che per un periodo iniziale (primi soggiorni) comporta una presenza più intensa di guide che aiutano ad orientarsi nella gestione della casa, nell'organizzazione degli spazi e dei tempi e nella creazione delle prime forme di convivenza.                                                                    La QUARTA TAPPA è quella finale, dove le persone vengono gradualmente alleggerite, fin dove è possibile al fine di garantire la tutela, degli iniziali supporti organizzativi e relazionali con l'intento di sperimentare in modo sempre più autonomo le loro abilità e potenziare la capacità di convivere con un gruppo mettendo a frutto tutte le loro risorse.

2     LA CONDIVISIONE CON LE  FAMIGLIE                                                                                         Le famiglie verranno coinvolte nel percorso di adesione al progetto dei propri membri con disabilità condividendo con esse il significato, il valore e gli aspetti non programmabili che questa esperienza comporta e che rappresentano la zona di sperimentazione da accettare ed accogliere.                                                               Alle famiglia è richiesta la conoscenza, la condivisione delle responsabilità del progetto e l'adesione ad esso, nella consapevolezza che sono previsti spazi di autogestione del gruppo delle persone disabili senza la presenza di altre figure di supporto.

3     Il sostegno delle GUIDE e degli AIUTANTI                                                                                              A supporto del gruppo di convivenza sono presenti persone che svolgono funzioni differenti:                                                                                                                      - due guide che preparano le persone con disabilità all'esperienza, che sono presenti nelle fasi iniziali del percorso, che valutano l'andamento del progetto e di ogni singola persona e che possono intervenire su criticità emergenti. Gli elementi di valutazione dell'andamento del progetto e dei singoli verrà  portato al gruppo di progetto per la verifica e la programmazione.                                                                                                                         - gli aiutanti che sono un gruppo di volontari e familiari, questi ultimi affiancati non al gruppo di appartenenza del figlio, che fungono da sostegno nel corso del fine settimana svolgendo un'azione di presenza nella fascia notturna all'interno dell'appartamento e di passaggio in alcuni momenti della giornata per svolgere alcune attività insieme agli attori protagonisti e per verificare che il gruppo stia affrontando le varie situazioni in modo corretto e intervenendo in caso di necessità.

4      LA RETE TERRITORIALE                                                                                                 Il  coinvolgimento del territorio a sostegno del progetto deve avvenire con l'individuazione di negozi e strutture che, opportunamente informati degli obiettivi dell'esperienza, siano in grado di accogliere le persone con disabilità ed esercitare un minimo supporto nella fruizione del servizio da parte delle persone disabili. Con la rete saranno costruite relazioni dalle guide del progetto che consentano un monitoraggio più accurato delle attività che vengono svolte.

La struttura

L'appartamento dove realizzare tale progetto dovrebbe essere dotato di almeno due camere da letto, un bagno, cucina abitabile e un ingresso soggiorno-pranzo con divano letto per  volontario/familiare ed arredi, attrezzature e biancheria per la casa necessari.

I tempi

La permanenza dei ragazzi all'interno della residenza potrebbe essere di due o tre giorni nei fine settimana del mese. Un fine settimana al mese per ogni gruppo che si costituisce fino ad un massimo di quattro gruppi

Risorse necessarie

Per la realizzazione del progetto sono necessarie le seguenti risorse umane:

  • Gruppo di progetto per l'individuazione dei partecipanti
  • Volontari
  • Famigliari
  • Due guide quali responsabili della gestione del progetto
  • La rete del territorio

e le seguenti risorse strutturali:

  • Un appartamento con due camere da letto, cucina, soggiorno con divano letto e bagno
  • Un mezzo di trasporto

Un aspetto importante posto in gioco nel progetto è il coinvolgimento dei  volontari e delle famiglie. Questo implica un utilizzo della risorsa volontaria in maniera efficiente e stabile nel tempo attraverso l'adozione ed il perfezionamento di modelli di gestione del volontariato organizzato e formato.

Il "contratto"

Viene creato un contratto per la partecipazione all'attività con gli attori protagonisti e i familiari all'interno del quale sono indicate le norme di fruizione del progetto oltre alla partecipazione alla spesa da parte dei fruitori dell'esperienza attraverso una quota relativa al fine settimana di competenza oltre alle spese personali.